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Bolt: «Un’altra notte fantastica»

dal nostro inviato Carlo Santi
LONDRA - Anche Bolt può avere paura. «Sì, qualcosa temevo ma ero sicuro di me e questa è stata la chiave di tutto». Notte di festa per il Fulmine che racconta la sua corsa: «Sono scivolato un po’ sui blocchi ma niente d’importante». Infatti Usain ha avuto, con 0.165, il quinto tempo d’uscita, il più rapido Martina (0.139). «È stata quella serata fantastica che mi aspettavo», ha affermato il giamaicano che è tornato l’eroe di sempre pronto la leggenda. La corsa, il tempo, la vittoria, l’oro, il pubblico: tutto perfetto.

«Il mio allenatore che poi è anche quello di Yohan, mi diceva: lascia stare la partenza, occupati dell’arrivo che è la tua parte migliore». Yohan è Blake: «Ha lavorato più di me, ma io sapevo cosa dovevo fare: ho un grande talento, io. Ma lui farà meglio la prossima volta: sapete, in questa occasione era davvero stressato».

Usain ha parole buone per tutti: la generosità del campione che vince. «La gente? È stata meravigliosa. Io sapevo che sarebbe stato tutto così, non avevo dubbi: e tutto così è stato». Guarda avanti, Bolt, al proseguo dei Giochi. «Non posso promettere che farò il record sui 200 metri ma voglio fare del mio meglio, ora questa è andata, penso ai 200 e quella è la mia gara preferita».

Si è voltato a guardare alla stagione, a qualcosa che non ha funzionato al meglio ma da quegli errori ha tratto la forza per ritornare come era prima. «Queste Olimpiadi sono il mio campionato, i Trials di Kingston mi hanno aperto gli occhi, mi hanno fatto capire che devo essere un po’ più serio», ha aggiunto Bolt. Si è allenato, ha rinunciato a qualche meeting ed è tornato quello di sempre. ««Voi adesso mi chiedete se c ontinuerò fino a Rio. E’ presto per dirlo, mancano quattro anni. Per ora penso solo alle prossime gare che mi aspettano a Londra».

Poco lontano c’era l’amico sconfitto. «Lui è l’uomo più veloce al mondo ed io ho preso l’argento: che cosa posso chiedere di più? È un onore arrivare secondo dietro Usain ed essere il secondo uomo più veloce del mondo. Lui lo è dell’universo», sorride Blake. «È stato bello combattere, è stato bello tornare dopo otto anni. Ringrazio Dio per il talento che mi ha dato e credo di averlo usato facendo del mio meglio» è il commento di Justin Gatlin, l’uomo di bronzo che ha trovato la forza di firmare il suo primato personale.
Asafa Powell si è infortunato. «Non potevo spingere, sono veramente deluso. Ho visto in semifinale quanto erano pronti Usain e Yohan: ero sicuro che in finale ci sarebbe stato un uno-due della Giamaica. Quanto a me, ora vediamo come fare».

Tyson Gay finisce in lacrime ma cerca di consolarsi. «Volevo essere in finale e ce l’ho fatta. E lì ho fatto del mio meglio. Ho sentito l’appoggio di tanta gente, ma non sono riuscito a fare di più». Sorride, invece, Martina. «Ho corso i miei 100 metri migliori; che Usain sia il migliore lo sapevamo tutti bene; era qui per vincere ancora e l’ha fatto. Io sono contento di me ma non debbo pensarci troppo: ci sono i 200 adesso. E c’è ancora Bolt che è il più veloce: ma in una finale può succedere di tutto».

Fonti: http://www.ilmessaggero.it

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